La pazza politica. Diario – Febbraio 2021

Vorrei provare a tenere un breve diario dove ogni tot, in brevi punti, annoto alcune cose che mi hanno colpito della politica italiana (con magari anche qualche sconfinamento). Dei fatti li riterrò non importanti, altri per fortuna me li perderò. Non è una cosa contro le giravolte, che ci stanno. La politica, il mondo, i rapporti: è tutto un fottuto casino, quindi figuriamoci se non si possano cambiare idee, fare errori, e tutto quanto. Però, parlando della politica, santiddio, a volte la reazione è “ma come??”.

(Sì, veniamo da un mesetto di crisi di governo, della quale a forza di inserire i capolavori che abbiamo visto potrebbe uscirne un libro. Per cui cerco di parlarne il meno possibile, e andare avanti).

Il senatore Ciampolillo e il VAR del Senato: si dice che le innovazioni, gradevoli o ripugnanti che siano, vengano quasi sempre dagli Stati Uniti. Ma il calcio è un’altra cosa. Nel calcio comandiamo noi Beppe (fine momento Caressa, giugno 2006, campioni del mondo x4, popopopo). E quindi in una votazione decisiva per il Conte ter (ah ah), per far vedere che le istituzioni sono ben connesse alla realtà sociale, perché non utilizzare il più famoso degli strumenti del mondo del pallone, anche più del pallone: il VAR. Sì, il senatore Ciampolillo aveva votato in tempo, grazie VAR che salvi questa maggioranza onesta e non al soldo dell’Europa e delle banche. D’altronde per cosa è nato il VAR se non per un calcio più onesto, dove finalmente la Juve non ruberà più? (tre campionati col VAR, tre scudetti agili della Juve) (il senatore Ciampolillo invece, oltre ad essere No Vax, ha votato contro la fiducia al governo Draghi. Schiena dritta). Non ci resta che piangere

Salvini è diventato europeista: c’è altro da aggiungere? Sì, una cosa: Makkox.

La sfilata di Conte: Insediatosi il governo Draghi, passata la campanella tra ex e neo presidente del consiglio, Giuseppe Conte è uscito da Palazzo Chigi con una standing ovation dei funzionari affacciati alla finestra. Molto rilanciata, tutto vero se non fosse che anche agli altri negli ultimi venti anni è accaduta la stessa cosa, solo che non si sono messi a prendere gli applausi come una pop star all’ultimo giro di boa. I più maligni avranno notato più l’atteggiamento alla Melania Trump della sua compagna, che non le voleva dare la mano, ma Conte è buono e Trump è cattivo. (Non dico che Conte non abbia il consenso, impressionanti i like al suo post di saluto su Facebook). È bravo, Casalino.

L’intervista (le interviste) di Casalino: proprio lui. L’intervista di Diego Bianchi è il mio momento preferito di televisione per i prossimi anni. Anzi, lo sarebbe stato, se non fosse che l’ex portavoce è ora più presente su tv e giornali di quanto lo siano stati i due Matteo della politica italiana in certi loro momenti. Poi ha iniziato a dire che vorrebbe una pasticca che lo fa diventare etero, che ha 40 anni (ne ha 48), che faceva Roma-Cuba-Roma in 48 ore quando ancora non c’erano i voli diretti per Cuba, che “ha letto tutto”, e allora no, non ci siamo. Sarà furbo, capace, onesto (!!1), sicuramente è un megalomane, perfetto per il nostro Paese. Grande Attorello.

I ministri con la i del PD: in due righe non si può spiegare come mai la sinistra si riesca a far odiare, magari un giorno ci rifletto. Ma in cinque parole una spiegazione la si può dare: “predicare bene e razzolare male” (oppure, in sei: “avere la faccia come il culo”). Due palle sulla parità di genere, sul rispetto delle donne e poi si propongono solo ministri uomini. Anche qui, sarebbe lungo interrogarsi se le quote rosa siano sbagliate, se le donne non debbano essere chiamate in quanto donne, ecc. Ma almeno che i dirigenti del PD non vivano in fumose sale anni Ottanta in cui parlano ancora di guerra fredda (ogni volta che vedo Goffredo Bettini lo penso. Non è un dirigente lo so. È il dirigente), sapranno quanto potesse essere sbagliata questa scelta. Certo, non potevano che essere i capicorrente a rappresentare il PD, un partito fondato sui giochi di potere e sui pacchetti di tessere. Dario l’intoccabile, Guerini il difensore (se avessero avuto fantasia, vista sicuramente male nel loro grigio mondo, io avrei proposto Laura Boldrini alla Difesa per sparigliare tutto), Orlando il tuttologo (Ambiente, Giustizia, Lavoro, i suoi tre ministeri in sette anni, sticazzi). Perché Devo (continuare a votarvi)?

Già, Matteo Renzi: l’artefice della crisi, con sostenitori risvegliati dopo il cambio di governo (aaaah come è stato bravo, occhi a cuore!!1), criticato tutt’ora dai detrattori (prima era un governo giallorosso fuoco, viva il socialismo, ora c’è la Lega dentro. Complimenti! “Giallo come er sooolee, rosso come er core mioo” mi sembra di sentire dai più delusi della caduta di Conte). La cosa più positiva per me è un’altra: fatto (bene o male) il misfatto, mi pare sia tornato alla sua dimensione. Quella del 2%. #passodopopasso

Matteo Renzi 2: però, aveva detto che finita questa storia chiariva la questione dell’Arabia Saudita. Che non è una cosa da hippie difensori dei diritti umani. Perché al di là di tutto, per me può andare a fare conferenze milionarie dove e con chi vuole (se poi loda il regime saudita penso sia uno stronzo, ma problemi miei). Solo che non deve avere ruoli in politica, è semplice. No? Basta un sì.
Il capolavoro degli ultimi giorni è che ha risposto a un’intervista durissima e spietata. Il nome dell’intervistatore? Matteo Renzi. Basta

La (non) comunicazione del governo Draghi: è presto, prima cosa. Un governo e un presidente del consiglio non possono nascondersi soprattutto in una crisi come questa, dove devono fare anche da guida, seconda cosa. Detto questo: secondo il mio modestissimo parere questo potrebbe essere un modo per un recupero di fiducia verso le istituzioni, impegnarsi nel rapporto tra cose fatte (prima) e cose dette (dopo). Quindi:sì così, Mario. Farsi sentire il meno possibile, dire al Comitato tecnico scientifico di parlare meno, dirlo anche ai ministri (sperando reggano): io ci sto! Niente conferenze stampa del sabato sera in ritardo? Io ci sto! Non lucrare su tragedie o casi mediatici? Io ci sto! (ogni riferimento alla vicenda del rientro delle bare dell’ambasciatore in Congo e del carabiniere, comparata alla gestione dei funerali delle vittime del Ponte Morandi, dell’arresto di Cesare Battisti, e altri episodi, è estremamente voluto). (Non) fai rumoreeee siiiii

Ministre Car: iniziali dei cognomi di due ministre che potrei adorare (minchia come son palloso: che adoro!!). Mara Carfagna, ministro per il Sud, Forza Italia. E quindi? La seguivo da tempo, poi a fare da Cupido tra me e lei fu il suo social media manager di cui seguii una lezione ad un corso. Da lì, l’adoro e basta. Marta Cartabia, ministro della Giustizia. Iper cattolica, contraria a aborto, critica sui matrimoni gay. Qui qualche quindi ci sarebbe da mettere. Però, penso anche che debba fare il ministro della Giustizia. Penso che in quel mondo sia solo da dirle chapeau, penso che il suo interesse per le carceri sia dimostrato da anni, penso che il suo garantismo sia la cosa più importante. Penso che prima nel suo ruolo c’era Alfonso Bonafede. Car(e) ministre, spaccate tutto

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L'Autore

Matteo Guidotti

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