Cosa ho capito di questa crisi di governo

Nei giorni scorsi siamo stati distratti da una serie di notizie. Zone rosse, gialle, cosa si può fare, trova un amico, no oggi no. L’inizio della vaccinazione, che i primi due giorni l’Italia era la peggiore d’Europa (governo ladro), ora è la migliore (opposizione sciacalla) (aspettare un po’ di tempo, ladri o sciacalli, no?). Magari vi ha colpito la storia della Molisana.

Per non parlare della sfilata carnevalesca al Congresso degli Stati Uniti (che non commento perché c’è ben poco da dire, se non che forse non era solo carnevalesca). O Trump bannato da tutti i social. Oppure vi ha preso la storia di Zaniolo col presunto figlio, la presunta fidanzata e quella roba lì.

Poi ogni tanto faceva capolino anche questa presunta e bisunta crisi di governo, a volte finita fuori dalla top5 delle notizie dei telegiornali. Prima doveva essere il 28 dicembre (#crisidiNatale), poi il 7 gennaio (#crisidellaBefana). Ora c’è per davvero.

Qui provo a mettere in fila qualcosa, dimenticando e tralasciando sicuramente un sacco di roba, cercando di essere schematico.

  • Domanda delle domande. Nel momento che stiamo attraversando era proprio necessaria una crisi di governo? Risposta mia: ma infatti!
  • Ma quindi come è nata, chi l’ha voluta, perché?
    Alle prime due domande so rispondere, alla terza no. Partiamo da chi.
  • Renzi. Potrei parlarne per ore, ma devo sintetizzare.
    Non riesce a non essere il ganzo della compagnia. Lo sappiamo da tempo. In un momento della sua folgorante e clamorosamente breve carriera politica da leader nazionale se lo poteva permettere. Ora no. È bravissimo nello stare al centro dell’attenzione, ancora di più nello stare sui coglioni alla gente. “Eh ma il vero statista è quello che li cambia i sondaggi, non quello che li guarda”. Bella cazzata. Per fare ciò che si ritiene sia giusto in politica, in qualsiasi direzione, serve il consenso. Se invece devi tenerti a galla personalmente allora bastano anche qualche decina di parlamentari e due ministre (ieri ho provato imbarazzo con ‘ste due ministre, ci arrivo).
    Punto successivo: “eh, ma ha ragione sulle cose che contesta”. Può darsi. La vera e propria crisi è iniziata per come dovrà essere gestito il Recovery Fund o come si chiama (tradotto: soldi, tanti, che arriveranno dall’Europa, ma ovviamente non li troveremo sui castagni delle marronete toscane o sugli ulivi pugliesi. Vanno programmati e spesi bene).
    Il Recovery Fund sarebbe lo strumento col quale pensare al futuro. Il problema però è la classe politica italiana. No, non sono e non faccio il populista. Ma, senza andare indietro nel tempo, anche questo arcimeraviglioso governo Conte 2 è quello dei bonus rubinetti, dei bonus vacanze (e poi: BASTA MOVIDAAAA!!11!) e del cashback natalizio se si compra nei negozi non online (e poi: IL CENTRO DI ROMA PIENOOOO!!11!).
    Questi fondi insomma andrebbero spesi bene. E se la struttura che lo doveva gestire non andava bene (questo io non lo so), giusto impuntarsi su quello. Ripeto, non so assolutamente chi avesse ragione. Registro solamente che la questione è stata messa nel cassetto, e che i difensori della struttura che belli aggressivi ci spiegavano che “lo vuole l’Europa, i Ministeri non sono in grado” e tutta una serie di robe esagerate, non ne parlano più.
  • Ma se allora questa cosa è stata “risolta” (accantonata per adesso, che spesso in politica significa risolvere), perché c’è questa crisi? Perché Renzi ha continuato a rilanciare. Vuol dire che: o voleva questa crisi punto e basta, o si aspettava di arrivare a chissà quale altra concessione, oppure la più facile delle risposte. Boh.
  • Resto spiazzato, ad esempio, dalla questione del MES (altri soldi che l’Unione Europea darebbe in cambio di garanzie per finanziare la sanità, ecc). Io non ci capisco un mes di questa roba, ma in linea di principio sono favorevole semplicemente perché non penso che in Europa siano brutti e cattivi, o a complotti contro l’Italia. Anche Renzi è a favore. Anche Zingaretti (già, esiste. Segretario del PD per chi non lo conoscesse) lo è. I 5stelle no. La Lega no. La Meloni no. Conte boh. (motivi per essere favorevoli al MES: questa ultima riga). Ma (Renzi) cosa butti nel mezzo il MES ora. È da aprile che se ne discute, via.
  • Potevo evitare tutto quanto detto sopra, perché la questione è una e una sola: Matteo Renzi non è credibile. Punto. Se le è cercate, poi c’è anche stato tutto un movimento che va dai centri sociali a Casapound (ricordate il No al referendum…) che ha aiutato a creare questa situazione. Ma nei fatti ora è così. Inutile citare episodi. Uno solo, esemplificativo: quando se la prendeva coi partitini dal 2,% (come il suo attuale) veniva giù la Leopolda. Quindi, ha ragione su certe cose? Boh, tanto se la dice lui la cosa va in vacca. Questo non è un limite, è un cappio al collo. E la cosa che doveva fare ormai più di quattro anni fa (chetarsi! Da uno che l’ha seguito per un po’ anche dopo questi quattro anni fa), rimane valida. Siccome è tutto tranne che scemo, e queste cose le sa anche lui, mi fa ancora più incazzare. L’egocentrismo vince sulla razionalità? Può darsi, ma l’asilo è finito da un po’.
  • Quindi Renzi merda come sta spopolando ora e tutti gli altri salvi? Renzi merda perché ha fatto cadere un governo eccezionale e strabiliante? Ma fateci il piacere!
  • Brevissimo riassunto: questo governo è stato formato per non andare a elezioni (complotto!!) perché avrebbe stravinto la destra, con Salvini che prendeva il 35%. Ma che fosse un governo improbabile era evidente, non da subito. Da prima. I 5stelle erano al governo con la Lega (quella di Salvini eh, perché in tanti mi pare abbiano fatto tabula rasa).
  • I 5stelle nati per competere col PD (per poi batterlo e di parecchio) che si alleano col PD, proprio nei mesi in cui il PD era il “partito di Bibbiano, degli elettroshock ai bambini”. E di chi è “la mossa del cavallo” (cit.) per formare questo accrocchio? Di Renzi. Quello che “mai coi 5 stelle”, delle querele, della Boschi, e di tutto.
  • Poteva funzionare? No. Solo che è arrivata la pandemia, e un po’ per sacrificio, un po’ perché la domanda principale per tutti era “e ora?”, hanno tirato avanti. Mettici anche che Conte per molti si è rivelato bravissimo (in tanti non concordano eh, dico in generale) nel gestire la prima fase del Covid, quella dello stare a casa.
  • Poi però la vita riprende, così come la politica, e così gli scazzi. E soprattutto c’è molto lavoro da fare che, opinione personale (ma in buona compagnia, compresi molti esponenti politici, anche del PD), il governo e Conte sembrano non essere in grado di fare.
  • Il Movimento 5 stelle si sta rivelando per quello che è: una banda di improvvisati. Oggi Di Maio (DI MAIO!) dice che i pilastri adesso sono Mattarella (due anni fa era per l’impeachment e la rivolta di piazza) e l’Europa (non scrivo nulla perché rido e basta).
  • Il PD non esiste, se non con qualche persona (uomini, perché figuriamoci se il PD manda avanti le donne) di valore. Secondo me c’è un motivo su questa non esistenza. Hanno capito che funziona. Stare buoni, fare poco casino, non fare e creare polemiche. Funziona. Si vincono anche le regionali così. Ma a volte ci vorrebbe qualcosa in più che le dichiarazioni senza senso (proprio inteso come prive di senso: “l’Italia merita un posto al sole nell’alveo delle democrazie europee. Noi ci siamo e faremo la nostra parte”. L’ho inventata io ma se la vedessi nel profilo di Zingaretti non mi stupirei). “L’enigma”, come Civati ha definito Zingaretti. O “la Sibilla Cumana“. Davvero, ci sarebbero mille esempi di questa inesistenza. “Se c’è la crisi l’unica soluzione sono le elezioni”. Frase detta e ridetta nell’estate del 2019 (poi non ci son state) e detta anche all’inizio di questa crisi. Poi hanno iniziato a masturbarsi perché potevano infamare Renzi e tutto è passato. E si sono buttati, da tempo, sul sostegno a Conte. Hanno letto qualche sondaggio, ha alto gradimento, ci conviene sostenerlo. Ma che il PD, “il nuovo PD” del dopo il renzismo, non sappia avere una prospettiva o una persona da presentare a noi (!) suoi elettori, oltre all’ex alleato di Salvini e di Trump, mi farebbe molto ridere. Se non mi facesse piangere.
  • “Quindi ora il Paese va in mano a Salvini, complimenti!” Chissà. Ma fare un governo schifoso solo perché “sennò c’è Salvini”, forse ti fa prendere qualche like ma non risolve nessun problema.
  • La ricerca dei “responsabili” per una nuova maggioranza da parte del PD, di Conte, del movimento 5 stelle (si può quasi mettere tutto assieme), è un’altra favola che meriterà un capitolo a parte quando avverrà.
  • Poi un giorno qualcuno più bravo di me scriverà dei danni causati dal renzismo e dall’antirenzismo, da paragonarli al berlusconismo e l’antiberlusconismo.

Concludo ricordando la scena pietosa della conferenza stampa di Italia Viva di ieri con le “due ministre”, portate sul piatto d’argento ma che nessuno si è filato di striscio, e che il leader maximo non ha fatto parlare, che hanno avuto pochi secondi di celebrità.

*Sì l’ho detto all’inizio che avrei tralasciato tantissime cose, ma mi pare di essere andato già abbastanza lungo. Non ho mai nominato Di Battista o Grillo, poco Salvini, mai Travaglio o Mario Giordano, e questo mi rende più felice. Solo una volta Giorgia Meloni, alla quale invece penso vada data maggiore attenzione. Mai altri politici e partiti. Berlusconi compreso, ma lui è sempre nei pensieri.

Infine, questo arrovellato pensiero su cui avrei dovuto spendere più tempo per renderlo più organico e capibile anche a me stesso, si conclude con il Beppe Grillo che è in me, e con una canzone degli Zen Circus

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L'Autore

Matteo Guidotti

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